Sai quello che mangi!?

 

Quello che sto per dirti è assolutamente importante, e probabilmente ti farà arrabbiare.

Scatenerò il tuo orgoglio da italiano e la tua anima tricolore:

Probabilmente esclamerai: “NO, Non è vero!”

Io conosco quello che mangio!

Voglio chiederti una cosa: Ne sei veramente sicuro?

L’ 80% di noi non ha la più pallida idea della provenienza di quello che ha in tavola quando mangia.

Tu, simpatica canaglia dalle fauci spalancate, ti sei mai chiesto:

Cosa sto mangiando?

Da dove proviene il cibo che ho nel piatto? 

È giusto che io mi stia nutrendo in questa maniera? 

Ciò che mi è stato servito o mi sono cucinato è stato preparato nella maniera corretta?

Se la risposta è NO ad almeno 2 di queste domande, beh è meglio che rivediamo un po’ le basi…

Se lo è per tutte: Metti giù le posate e smetti di mangiare.

La verità è che molti di noi hanno disimparato come mangiare.

Da dove viene questa mancanza di consapevolezza?

Lascia che ti spieghi.

Non è una questione di sola etica (non me ne vogliate, ma spesso sia che voi siate onnivori, vegetariani, vegani, fruttariani, crudisti, carnivori, respiriani o altro, avete lo stesso problema) ma soprattutto di cultura e conoscenza.

Certo non è colpa tua.

Siamo tutti “figli” della tradizione culinaria italica e di abitudini alimentari, che ci sono state insegnate (a chi più e a chi meno) dai nostri nonni e genitori;

Ma ti sei mai chiesto se tutto questo sia veramente corretto e salutare?

Penso che anche tu come me sia figlio dell’epoca del boom del “junk food” e dell’ignoranza alimentare.

Le merendine, le patatine in sacchetto, i soft drink e le bibite gassate, il McDonalds, hanno avuto il loro apice di diffusione  negli anni ‘80 e ‘90.

Questi cibi molto probabilmente hanno creato una generazione di persone affette da disturbi e patologie alimentari che si sono manifestati solo dopo anni.

Anoressia, bulimia, obesità, diabete, celiachia, intolleranze, allergie e molti altri deficit fisici sono letteralmente esplosi nel conteggio delle casistiche dei problemi di salute.

Pensi che sia un caso?

Il fatto che molti di noi non sanno riconoscere un taglio di carne da un altro o magari non sanno se scegliere tra una busta di piselli surgelati oppure no.

Peggio ancora ci lamentiamo del prezzo delle arance a settembre.

Reduce di essere cresciuto nel periodo più buio della cultura alimentare, il medioevo della salute in tavola, non ti rendi più conto di ciò di cui ti stai nutrendo.

Come mangiare con consapevolezza?

Significa godersi ogni pasto a cuor leggero e pancia piena. Significa saper decidere al meglio sulla propria alimentazione.

Come?

Bisogna leggere, informarsi e conoscere il cibo. Aumentare la propria consapevolezza personale.

Studia le proprietà del cibo e le loro reazioni all’interno del tuo organismo.

Saranno gli abbinamenti corretti quelli che ti apporteranno il miglior rapporto nutritivo per avere l’energia giusta per affrontare la giornata senza incorrere in problemi digestivi.

Spesso ti preoccupi sicuramente delle calorie che contengono i cibi ma ti sei mai chiesto cosa c’è dentro il tuo piatto?

Da dove viene quell’alimento? Chi l’ha prodotto?

Che effetti avrà su di te, sulla tua famiglia, sull’ambiente? E sulle economie del mondo?

Ogni volta che decidiamo cosa mangiare facciamo una scelta di salute personale ma anche globale che ricadrà sul pianeta e sulle persone che lo abitano.

Rifletti, ogni volta che acquisti degli ingredienti per preparare un cibo compi una scelta non solo personale

 

Cosa si mangiava un tempo.

Pensaci.

Al tempo dei nostri nonni si mangiavano cibi più semplici e poco lavorati perché non c’era la possibilità di avere altro.

Non esistevano i grandi supermercati, i ristoranti erano pochissimi (per chi poteva permetterselo) e molto spesso si sopravviveva con il baratto, sfruttando ciò che la natura poteva offrire.

Molti avevano nella campagne l’orto e piccole stalle. D’estate si poteva avere grande abbondanza di frutta e verdura, d’inverno carne per chi aveva animali nelle stalle e pesce per chi viveva vicino alle coste.

In ogni caso pesce e carne erano alimenti rari o consumati per lo più durante i giorni festivi.

Burro e caffè erano maggiormente usati dalle classi sociali più abbienti.

La piccola bottega di paese offriva poche cose di sostentamento e la scelta non era così ampia. Non esistevano studi di mercato per accontentare il consumatore che invece era concentrato a cercare di risparmiare quel poco che aveva per poter comprare qualche cibo che non riusciva a produrre a casa.

Proprio per questo non si poteva parlare di consumo ma piuttosto di nutrizione e/o autosostentamento. 

L’offerta sul mercato era decisamente inferiore rispetto a quella di oggi.

Poche erano le aziende che producevano cibi.

Esistevano già ai primi del ‘900 i famosi marchi che conosciamo oggi, che all’epoca non erano altro che piccole aziende che si prodigavano alla conservazione dei cibi (es. Cirio, Bertolli, Polegni Lombardo, Rummo, Buitoni, etc. )

Detto questo, permettimi di introdurti allo stato attuale delle cose…

 

Com’è cambiato il modo di nutrirsi.

Oggi le cose sono ben diverse.

Possiamo scegliere tra diversi tipi di cibi di marche diverse ma non abbiamo più la consapevolezza della composizione degli alimenti che mangiamo.

La vita è più frenetica, il tempo dedicato ai pasti spesso è poco, consumato di fretta, magari in piedi. Siamo distratti da pubblicità ovunque e non siamo consapevoli nemmeno dei nostri reali bisogni fisici.

Il boom economico degli anni ’90 ci ha fatto consumare tonnellate di alimenti che contenevano elementi pressoché inutili alla nutrizione, ma piuttosto utilizzati con scopo conservativo.

L’espansione ha generato enormi colossi industriali che dominano oggi l’economia del cibo.

Lascia che ti mostri quali con un grafico:

 

Se ti interessa approfondire l’argomento c’è un articolo che parla dei signori dellindustria alimentare.

Adesso arriva il bello:

Se sei consapevole di ciò che mangi, saprai come me che con pochi ingredienti puoi creare un piatto semplice, gustoso e sano, senza per forza spendere un sacco di soldi, ne parlavo in “le 5 regole d’oro se hai il frigo vuoto“.

Ma arriviamo a noi, ecco i 5 consigli fondamentali per aumentare la tua consapevolezza in cucina.

 

5 consigli fondamentali per aumentare la tua consapevolezza

1- STAGIONALITÀ: quasi tutti i prodotti agricoli li potete trovare SOLO in alcuni periodi dell’anno, quindi consuma ortaggi e frutta nel periodo in cui Madre Natura ha voluto che essi crescessero.

Mi dirai: “si ma io al supermercato trovo i pomodori anche a dicembre

Risposta: “perché vengono dalla Spagna – il che ci porta direttamente al punto numero…

 

2- PROVENIENZA: Cerca di consumare più possibile prodotti della tua zona (i famosi prodotti a km 0).

Costano meno e sono eticamente più puliti perchè hanno inquinato di meno per arrivare sulle vostre tavole.

 

3- INGREDIENTI: Quando compri un prodotto confezionato, ricorda e ripeti questo semplice mantra:

“la qualità del prodotto è inversamente proporzionale al numero di ingredienti scritti sulla sua etichetta”.

 

4- COTTURA: Qualora un alimento non possa essere consumato crudo (per poter quindi mantenere intatti tutti i suoi nutrienti), devi prestare attenzione a come cuocerlo.

Ogni alimento richiede attenzioni particolari per trovare il giusto equilibrio tra salute e gusto.

Vorresti approfondire l’argomento?

QUI puoi scaricare gratuitamente un PDF molto interessante dove puoi trovare maggiori informazioni in merito alle varie tipologie di cottura.

 

5- ABBINAMENTO: ricordati di consumare gli alimenti che si completano tra di loro, in modo da assumere quotidianamente una giusta dose di carboidrati, fibre, grassi, vitamine e proteine.

Come fare?! Leggi le etichette dei prodotti!

Questi dati sono sempre scritti e spesso anche le GDA (Guideline Daily Amounts – ovvero quantità giornaliere indicative di energia e nutrienti adeguati ad una alimentazione equilibrata).

Qualora non fossero presenti, informati all’interno del magico mondo di internet dove puoi trovare tutto.

Accertati sempre della fonte delle notizie.

 

Basta poco per migliorare la propria alimentazione

Dal momento in cui terrai ben presente queste 5 semplici regole, posso assicurarti che le tue colazioni, pranzi, cene e merende ne gioveranno.

E anche tu, con coscienza di causa, potrai urlare al mondo:

IO SO QUELLO CHE MANGIO!

E ricorda:

mangiare con consapevolezza non significa mangiare senza gusto, ma sapersi prendere cura di se stessi ogni giorno.

Una cosa è certa. Se hai letto l’articolo significa che hai a cuore il tuo benessere e soprattutto che ti interessa mangiare bene.

E’ venuto il momento di lasciarci! 🙂

Spero che questo articolo ti sia piaciuto e ti abbia aiutato ad avere una maggior consapevolezza su ciò che mangi. Rituale fondamentale per vivere!

Se è così condividilo sui tuoi social. Sarà sicuramente utile a qualche tuo amico/a.

 

P.S. Non sai cosa cucinare per la festa di compleanno di tuo marito? Vorresti fare una festa a sorpresa a tua madre ma non sai da dove iniziare a preparare il buffet?

Sarò felice di aiutarti! Trovi qui tutte le informazioni e cliccando sul tasto “prenota la tua esperienza” potrai compilare un questionario per aiutarmi ad aiutarti

🙂

Oppure se come me sei un ricercatore del gusto e ami scoprire e assaggiare nuovi piatti iscriviti alla community FoodManiac .

Avrò piacere di confrontarmi con te e di scoprire insieme nuovi prodotti, sapori e luoghi per sperimentare in cucina!

 

Un abbraccio,

Foodo.