La preparazione degli Spaghetti alla Busara, ha origini fiumane o dalmate ed è giunta a Trieste soltanto nel secondo dopoguerra.

Nel 1969, il vocabolo compare nel Nuovo Dizionario del Dialetto Triestino di Gianni Pinguentini: <>. E quindi <>. Sul significato del termine busara come spesso capita non c’e’ chiarezza: c’e’ chi sostiene che indicava una pentola in coccio o in ferro usata dai pescatori e dai marinai per cuocere i pasti di bordo.

Mario Doria, nel suo Grande Dizionario del Dialetto Triestino riporta nuovamente il significato di imbroglio, fregatura. Da qui il passaggio ad un significato come intruglio. Predrag Matvejevic, dell’universita’ di Zagabria, professore alla Sorbona, che nel Breviario Mediterraneo la fa derivare dalla voce dialettale italiana buzzo, ossia stomaco.

In una padella molto ampia far rosolare l’aglio (senza l’animella) e lo scalogno tritato con due cucchiai d’olio EVO e poi aggiungere il pangrattato. Lasciarlo tostare per alcuni secondi mescolando velocemente in modo che non bruci. Poi rimuovere l’aglio.

Aggiungere gli scampi lavati dopo avergli praticato un incisione con una forbice o un coltello ben affilato longitudinalmente sul dorso (se preferite potete tenerne alcuni interi e di altri solo la coda).

Scottare gli scampi a fuoco vivace ed aggiungere il vino, facendolo sfumare leggermente.

Aggiungere il pomodoro ed aggiustare di sale.

A proprio gusto aggiungere pepe e peperoncino.

Cuocere a fuoco medio/basso per circa 10 minuti e alla fine aggiungere una manciata di prezzemolo.

Una volta che la pasta è pronta, saltarla in padella assieme agli scampi (avendo cura di toglierne un paio per adagiarli sopra la pasta per la presentazione).

Io l’ho accompagnata con una birra Black Ale del birrificio ELAV: la Aeresis

 

Buon Appetito!