Cucinare è sempre un’esperienza.

 

Si, lo so… non è come pensi, ma…

lasciami spiegare e capirai.

Nelle prossime righe vorrei raccontarti la mia ultima esperienza in cucina, non una ricetta ma qualcosa di più!

Rendere la cucina un gioco da ragazzi!

Vi racconto cosa successe Maggio dell’anno scorso.

Iniziò tutto  un po’ per caso, quando i miei cari amici di Nova mi telefonarono:

“Pronto?!” – Ciao Paolo!” – “Ciao Pelle!” – “Come Va? Tutto bene?” – “Tutto Apposto. Dimmi tutto!” – “Senti, stiamo organizzando per l’estate dei campi estivi per ragazzi dagli 8 ai 12 anni e vorremmo che tu venissi ad insegnargli come preparare la merenda! Ti va?” – “Figata! Bell’idea! Io sono cintura nera 3° dan di Merenda, ci sto!” – “Ottimo! ci sentiamo in settimana per definire, ciao!” – “Grazie, ciao!”

*click*

Nel momento stesso in cui ho chiuso la telefonata ho cominciato a realizzare…

O M M I O D D I O

“8 – 12 anni” “insegnare” “merenda” = aumento delle pulsazioni cardiache, mani sudate, bocca desertificata. Ma ce la potevo fare, mi dissi.

Posso farcela.

Posso gestire un gruppo eterogeneo di preadolescenti imprevedibili dall’umore mutevole e dalle domande più affilate di coltelli Miracle Blade III: la serie perfetta.

Io, che parlo alle mie piantine di basilico e menta e ci rimango male se non mi rispondono. (Momento suspense in cui ho una visione di Tata Lucia che scuote la testa e mi guarda).

Come affrontare una prova del genere? Come relazionarmi a dei ragazzi così piccoli che non conosco e ai quali devo trasmettere la mia passione per la cucina e per il buon cibo, senza annoiarli e coinvolgendoli a dovere?

Beh tu cosa avresti fatto al mio posto?!?

In passato avevo già avuto esperienze di corsi di cucina con adulti, ma sapevo che con ragazzi così giovani sarebbe stato diverso.

Ho avuto un’idea, semplice ma efficace: rendiamo la cucina un gioco da ragazzi.

(tempo che passa – io che mi preparo come se dovessi fare l’esame di Anatomia Patologica – arriva il giorno X)

Come la passione per ciò che fai rende tutto più semplice.

 

mercoledì 12 luglio 2017 – ore 14.01

Spesa in una mano, attrezzi del mestiere nell’altra, mi appresto ad affrontare la difficile prova che mi attendeva, con la serenità e la consapevolezza di una Fassona Piemontese che entra nel camion rimorchio.

(momento di scuse ai lettori vegani ma il mio stato d’animo era quello).

Beh, ti devo dire la verità: è stata una meraviglia.

Posso dirlo? Non me lo sarei mai aspettato.

Questo è quello che è successo:

 

 

 

Piccole pesti all’opera! 🙂

Per quanto i ragazzi di quell’età siano difficili da governare, ho capito che facendoli giocare con il cibo, potevo ottenere il risultato che volevo: far capire loro che la cucina è passione e divertimento e che si può affrontare con un sorriso ed uno sbuffo di farina sul naso e non occorre per forza essere isterici e stressati come i cuochi di HELL’S KITCHEN o essere competitivi come quelli di MASTERCHEF.

Hanno:

  • impastato sporcandosi le mani e ridendone a crepapelle.
  • pasticciato con uova e olio, lasciando tracce che BioShout lo Scioglimacchie, cioè levati.
  • tagliato la frutta nelle maniere più fantasiose e impensabili.

Ma non solo hanno imparato a lavorare insieme, a collaborare, senza giudizi ne critiche e hanno mangiato una merenda creata da loro, con le loro manine e la loro fatica, nonostante momenti di distrazione e qualche capriccio 😀

Il trucco è avere pazienza e soprattutto riuscire a far capire che cucinare è un atto che va oltre il semplice nutrirsi, o calmare la fame.

Alla fine il risultato è stato questo:

 

 

Che te ne pare? Sono sicuro vorrai assaggiarla!

Una sana ed ottima CROSTATA alle ALBICOCCHE e BASILICO.

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Considerazioni finali, necessarie e doverose.

Cucinare non è uno scherzo.

Cucinare è un’attività seria.

Ma non per questo significa che non possiamo renderla un’attività divertente ed alla portata di tutti, bambini compresi.

Sorridi, sporcati, sbaglia e mangia i tuoi errori.

Si, perché la cucina è uno dei pochi luoghi dove è concesso farlo. Insomma, la cucina è un gioco da ragazzi! 😉

STAY HUNGRY… STAy …

ma anche no.

Fatti un panino <3

 

  

Raccontami se anche tu hai gestito un laboratorio con dei bambini e/o ragazzi e come te la sei cavata 😉

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