6° TAPPA: ITALIANI SPAGHETTI, MANDOLINO E…

Quella non so che strana voglia di…

 

Siamo arrivati alla SESTA TAPPA!!

Ti sei perso la precedente? La trovi qui.

Dove ci ha condotto questa volta SoloAround con la sua bicicletta?

In un posticino dove puoi mangiare qualcosa di davvero semplice ma allo stesso tempo gustosissimo, qualcosa che è ormai senza confini, ma è nato proprio qui in Italia

“Donatello, Leonardo, Raffaello e Michelangelo la amavano oltre ogni cosa (dopo il Ninjutsu);
Quella Connection fu un bel film di Damiani sulla mafia;
Se siete pesanti da digerire, spesso ve lo sarete sentiti dire;
Era un cattivo di Balle Spaziali;

Quello … Steve è un personaggio di Uncle Grandpa;
Evidentemente alle Hawaii gli piace coll’ananas… bah;
System of a Down – Chick’n’Stu”;

Beh sembra La Settimana Enigmistica lo so…

Ma se non ci siete arrivati forse è il caso che spegnete il computer, chiamate un’amico e

Andate a mangiare una…
PIZZA NAPOLETANA!!

Cinque magiche lettere che in questa sequenza creano istantaneamente in qualsiasi essere umano (a parte pochi problematici sfortunati) una aumento della salivazione e brontolii di stomaco.

Ahhh questa magica invenzione per la quale dobbiamo lodare quotidianamente l’ingegno del popolo napoletano.

”SULO A NAPULE  ‘O SSANNO FÀ…”

Si narra infatti che proprio nella città partenopea in questione, il pizzaiolo Raffaele Esposito “confezionò” nel 1889 una pizza nuova, dei tre colori della
bandiera italiana (con pomodoro, mozzarella e basilico) e la chiamò “margherita” in onore della Regina di Savoia per la quale l’aveva preparata.
Tuttavia pensate che la parola pizza risale a più di 900 anni prima!


Incredibile vero?

Ma …come nasce la pizza? 


Precisamente nel 997, si poté trovarla in un contratto di locazione di un mulino sul fiume Garigliano.

Il documento, conservato nell’archivio del duomo di Gaeta, afferma che, oltre all’affitto, ogni anno erano dovute ai proprietari nel giorno di Natale «duodecim pizze», assieme ad altri beni alimentari.

E dodici pizze erano la regalia prevista pure per Pasqua.

Un ultima curiosità interessantissima sulle prime pizze del 1800?

Il pomodoro… era opzionale! E veniva messo come ultimo ingrediente sopra agli altri!!

Ora affrontiamo l’argomento più scottante di tutti:

la ricetta.
Ognuno vi dirà che la sua ricetta della pizza è QUELLA GIUSTA.

IO NO.
Io la pizza non la so fare come i maestri panificatori e pizzaioli.

Ho imparato a suon di errori e studio a farmi la cosiddetta pizza in teglia e cioè l’adattamento della pizza per i forni casalinghi.
Infatti il 99% di noi a casa ha un forno non professionale e quindi non può raggiungere le temperature di un forno a legna o di un forno industriale.

Va adattata quindi la ricetta!

Poi mi sento di darvi un consiglio importante:

la pizza è meglio programmarla: fate lavorare i lieviti almeno 24h e possibilmente in frigo.

Dunque bando alle ciance ed ecco la mia ricetta e un altro paio di consigli:

  1. Farina 500 gr.
    – Qui apro già una parentesi per dirvi il mix che utilizzo io: 70% manitoba (o un’altra farina con una forza lievitante alta) + 20% farina tipo 1 o 2
    + 10%farina di grano duro.
  2. Acqua 350 ml a temperatura ambiente
  3. Lievito 5-10 gr.
    – seconda parentesi per il lievito: il 90% di noi utilizza il lievito fresco di birra in cubetti (che va benissimo), ma potete trovare anche in commercio
    bustine di lievito madre essiccato (molto interessante).
  4. Sale 1⁄2 cucchiaino (se ne mettete troppo, oltre ad ottenere un impasto molto salato, inibirete la lievitazione)
  5. Zucchero 1⁄2 cucchiaino (aiuta la lievitazione)
  6. Un filo d’olio

Preparazione:

 

Impastate gli ingredienti avendo cura di mettere prima i solidi e poi i liquidi.
Lavorate fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.


Disponete il panetto in un recipiente bello grande e copritelo con un panno umido o con della pellicola e lasciatelo in frigo a lievitare per almeno 24h.

Perché così tanto, Paolo?

Lascia che ti spieghi:

Le lunghe lievitazioni danno la possibilità ai lieviti di lavorare e di rendere più digeribile l’impasto.
Spesso vi sarà capitato di andare a mangiare la pizza fuori e poi svegliarvi nel bel mezzo della notte con il Sahara in bocca e una sete improponibile:

beh sappiate che significa che quella pizza non aveva lievitato abbastanza!

Torniamo alla ricetta.

Trascorso il tempo di lievitazione estraete l’impasto e disponetelo su di un piano per lavorarlo (meglio se vetro o marmo… sul legno tende ad attaccarsi più facilmente) e con poca farina sporcatelo e stendetelo il più uniformemente possibile.
Poi trasferitelo sulla teglia precedentemente oleata e farcitelo solo con il pomodoro passato!

Infatti, penso che dobbiate sapere che…

la pizza in teglia richiede una cottura un po’ più lunga rispetto alla pizza normale e quindi se ci aggiungete già tutti gli ingredienti, rischiate di bruciarli.

Infornate quindi a 200° / 220° (in base al vostro forno, se ventilato o meno) per circa 15 min.

A circa metà della cottura estraete la pizza e farcitela con il resto degli ingredienti in cottura (mozzarella, cipolla, salamino o quello chevvipareavvoi!) e finite di cucinare.

 

Qualche tempo fa preparato questa pizza in teglia per degli amici:

Solo Around a Napoli.

 

Il nostro amico Ric invece ha potuto assaporare una pizza margherita alla Pizzeria Pellone.

Uno dei luoghi più famosi (insieme a Sorbillo) per assaggiare la vera pizza napoletana.

Una super margherita enorme che a vederla fa una gola infinita, ma d’altronde si sa è andato nel posto giusto!

Credo che una volta nella vita una pizza a Napoli vada mangiata perché il gusto che prende in quei luoghi sarà sempre diverso da qualsiasi altro posto dove la mangeremo.

Poi incredibile dell’incredibile (almeno per noi più a Nord), il prezzo.

Il vero prezzo per forse, il cibo più semplice del mondo.

E forse anche il più amato.

 

E voi…? Siete mai stati a mangiare una pizza a Napoli? 

 

 

Vorrei fare un’ultima considerazione finale:

la pizza è un’opera d’arte dell’ingegno italiano MA ormai è internazionale.

Ottimi pizzaioli da tutto il mondo fanno concorrenza ai nostri Mastri napoletani e spesso sono anche stati surclassati da pizzaioli stranieri (egiziani, algerini, etc.).

Siamo un grande Paese. Il BelPaese.

Abbiamo fatto nascere un bimbo meraviglioso.

Ora lasciamolo crescere e camminare per il mondo con le proprie gambe.

 

Siete d’accordo?
Si o no?

Discutiamone magari davanti a 8 spicchi di magia ed una birra ghiacciata (e una coca pal bocia!) 😀

Love Life. Love Pizza.

 

Un abbraccio e buona pizza a tutti!

Foodo.

 

Qui all’improvviso un attacco di pizza calzone. 😀

Prendete esempio da me, tuffatevi dentro la farcitura.

 

Dimenticavo una cosa importante:

se siete amanti della pizza ogni tanto con gli amici di Nova organizziamo delle serate dove la protagonista è la pizza ovviamente.

Sono dei piccoli Contest, dove abbiamo la possibilità di provare a “sfidarci”.

Non immaginate assolutamente una sfida tipo MasterChef, ma un luogo dove condividere l’amore per la cucina e confidarci i nostri segreti e le nostre esperienze sugli impasti.

 

E si, non si finisce mai d’imparare! 

 

Scrivetemi o commentate qui sotto se siete interessati ad approfondire questa esperienza e potremmo organizzare insieme una serata a tema pizza!

Cosa ne pensate?

Vi saluto con l’ultima foto del Pizza Contest di Ottobre: