2° TAPPA: TORINO. DOVE MANGIARE GLI AGNOLOTTI DEL PLIN A TORINO?

Agnolotti del Plin alla Piemontese

 

Continua il nostro viaggio alla riscoperta dei sapori d’Italia.

Ti sei perso la prima tappa? la trovi qui.

Si, ti ricordo che è un viaggio che SoloAround sta intraprendendo con la sua bicicletta, in lungo e in largo per l’Italia.

E noi lo accompagniamo con le ricette di alcuni dei migliori piatti tipici italiani, testandoli e facendoli provare a te. Creandoli a casa, oppure recandoti in alcuni dei ristoranti che ti suggerisco lungo il percorso.

Anche tu potrai immergerti nell’atmosfera della cucina più invidiata da tutti nel mondo: la cucina italiana.

Non solo, protrai imparare a ricreare quei piatti a casa tua attraverso i miei suggerimenti e perché no scrivendomi se avessi bisogni di aiuto attraverso i commenti o nella sezione “contattami“.

Cosa stai aspettando?

2°tappa: Torino.

Oggi mi imbatto in una frase che è sinonimo di un’antica tradizione: “L’Agnolotto è RE”. Questo è quello che riporta un documento dell’Accademia Italiana di Cucina.

Sarà perché erano apprezzati dalle dinastie di monarchi piemontesi?

Beh sicuramente il Conte Camillo Benso se ne fece delle belle scorpacciate (assieme ad una sontuosa finanziera con funghi, fegatelli e creste di gallo).

Gli agnolotti al plìn (cioè il “pizzicotto” -in dialetto piemontese- che si da alla sfoglia per chiuderla stringendone i lembi con le dita) sono veramente da considerarsi un piatto da re e vi posso assicurare che mangiandoli vi sentirete importanti come Vittorio Emanuele II 😀

In tempi meno recenti era usanza servire gli agnolotti del plin “al tovagliolo”. Dopo averli cotti era d’uso coprirli con un tovagliolo in modo che rimanessero morbidi e consumati senza condimento.

Ma,

Lascia che ti dica una cosa importante:

ravioli ed agnolotti non sono la stessa cosa!

Si è vero sono entrambi fatti di pasta all’uovo ripiena ma la prima differenza, a livello visivo, che noterete è il fatto che gli agnolotti hanno solo 3 dei 4 lati seghettati ed 1 liscio (perché è quello su cui la pasta viene ripiegata a formare la tasca).

 

Vuoi che ti parli del ripieno?

Il ripieno degli agnolotti

 

C’è chi sostiene che all’inizio il ripieno fosse esclusivamente di agnello (forse da qui deriva l’etimologia) e poi con il tempo la ricetta si modificò fino a diventare quella attuale che prevede il ripieno di manzo e salsiccia o, più tradizionalmente ancora, gli avanzi dell’arrosto tritati.

 

Qualcuno potrà non essere d’accordo con l’origine del nome.

E’ bello pensare che il loro nome si debba ad un cuoco piemontese di nome Angiolino (detto Angelot); o magari deriva dall’attrezzo a forma di anello (anulòt) con il quale inizialmente si dava la forma rotonda agli agnolotti.

 

Tutte ipotesi molto interessanti…

 

ma a te interessa IL GUSTO. Quello vero.

Dove mangiare gli agnolotti in Piemonte?

Dove puoi mangiare gli agnolotti in Piemonte.

 

Ti consiglio di recarti al Ristorante Guido nella Villa Reale a Serralunga d’Alba da Piero ed Ugo Alciati, assieme a molte altre leccornie della tradizione delle Langhe,

oppure se sei a Torino:

 

Agnolotti & Friends in Piazza Corpus Domini, 18/B.

 

Oltre che assaggiarli  sono sicuro vorrai provare con le tue mani a creare questo splendido piatto della tradizione piemontese. Una cucina ricca di pietanze dal sapore forte e deciso.

Ne vale la pena. Gli agnolotti richiedono una cottura di pochi minuti, anche se i tempi variano in base alla materia prima e alla fattura che, essendo artigianale, non è mai sempre uguale.

Ed è proprio questo il bello! Niente è scontato. Quindi non ti resta che provare da te e farti la tua esperienza con questa ricetta:

 

Sei pronto per sperimentare la versione che ti ho proposto?

Ma non dimenticare:

Questo è un viaggio alla riscoperta del BelPaese. Dei suoi angoli nascosti e della sua tradizione.

Non ti resta che metterti alla prova!


Ingredienti per 6 persone

Per il ripieno
1 carota
1 cipolla
150 g di lonza di maiale
100 g salsiccia
200 g di arrosto di sottopaletta di vitello

200 g di scarola verde

100 g di spinaci
4 uova
50 g di Parmigiano-Reggiano
20 g di burro
50 cl di olio extravergine di oliva
sale e pepe

 

Per la pasta
500 g di farina
11 tuorli
10 g olio ex
3 g sale
80 -100 g di acqua fredda
un po’ di semolino

 

Preparazione


Per il ripieno: soffriggete nell’olio la carota e la cipolla tagliate a tocchetti. Aggiungete la lonza di maiale facendola dapprima dorare a fiamma vivace e poi arrostendoli a fuoco basso.

Verso metà cottura aggiungete l’arrosto di sottopaletta, la scarola e gli spinaci. Coprite e cuocete per almeno 2 ore. Lasciate raffreddare. Nel frattempo fate restringere il sugo di cottura, filtratelo e tenetelo da parte in un padellino.

Tritate le carni finemente. Unite al composto le uova e il Parmigiano grattugiato, aggiustando di sale e pepe.

Per la pasta: setacciate la farina sulla spianatoia, create un incavo e mettevi all’interno i tuorli e l’acqua. Lavorate energicamente finché non avrete ottenuto un impasto liscio e omogeneo.

Copritelo con un panno umido e lasciatelo riposare per circa mezz’ora.

Trascorso questo tempo staccatene un pezzo e passatelo nella macchina per fare la pasta iniziando dallo spessore più alto per arrivare a quello più basso e sottile.

Una volta pronta la striscia di pasta, stendetela sull’asse e cominciate a deporre dei mucchietti di ripieno su un lato della striscia, mettendoli a distanza di 2-3 cm l’uno dall’altro.

Coprite con il lembo di pasta rimasto libero e fatelo aderire bene.

Usando la rotella dentata, tagliate prima per il senso della lunghezza tutta la fila degli agnolotti ottenuti e poi separateli singolarmente.

Ora saldate gli agnolotti uno per uno con un pizzicotto: il famoso “plin”. In attesa di cuocerli sistemateli su un canovaccio leggermente spolverizzato di semolino. 
Lessate gli agnolotti in acqua bollente salata per circa tre minuti e mezzo, (questo è il tempo che ho usato io se usate gli stessi ingredienti) scolateli e saltateli nel sugo di arrosto, tenuto da parte, con il burro.

Potete servirli in un tovagliolo o in un piatto con un tovagliolo, semplicemente fatti cuocere nel brodo di carne e scolati.

 

Se vuoi scoprire di più continua a leggere…

Alla fine è successo davvero.

Cambio di Programma. 

Il piacere degli imprevisti

Riccardo, alias SoloAround non è riuscito ad assaggiare i famosi agnolotti del plin a Torino ed è incappato in questo cartello che gli ha lasciato ben poche speranze:

 

Così si è trovato costretto a recarsi al ristorante accanto che tra le proposte proponeva gli agnolotti.

Finalmente!

Entusiasta si mette in fila per rimediare al problema, ma nel momento in cui deve ordinare si accorge che gli agnolotti erano finiti!

Ma la fame e il caso han prevalso e lo hanno portato ad assaggiare dei tajarin al sugo di salsiccia.

Il caso lo ha condotto bene. Il ristorante si chiama “Da Cianci”. Anzi non è un ristorante è una piola.

Ora starai per chiedermi:

Foodo, cos’è una piola?

La parola “piola” è abbastanza sconosciuta nel resto della penisola, ma a Torino tutti sanno cosa significa.

Sono dei locali tipici della tradizione piemontese dove puoi assaggiare piatti della cultura enogastronomica piemontese ad un buon prezzo.

Niente di meglio! Una specie di trattoria.

Le gestioni sono spesso a conduzione familiare, ma la peculiarità di questi posti è che oltre ad essere economici vi si respira un’atmosfera conviviale, insomma è qui che potrete incontrare l’anima vera dei torinesi.

 

Le piole sono molto gettonate e come potete vedere dalla foto non c’è un tavolo vuoto! (anche fino a tardi).

Il nostro Ric si è ritrovato soddisfatto nonostante il cambio di programma. Un’ottima cena con antipasto, primo abbondante, acqua e caffè corretto a soli 12 €.

A volte le sfortune sono vere e proprie fortune!

Dato che Riccardo è rimasto con il desiderio di assaggiare gli agnolotti non mi resta che invitarlo a cena da FooDo appena ritorna e prepararglieli con la nostra ricetta! 🙂

 

Mi sono impegnato molto per scrivere questo articolo per te.

Ti sarei davvero grato se mettessi un like alla mia pagina Foodo di facebook e instagram o che commentassi qui sotto.

Sarebbe davvero una soddisfazione enorme per me!

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Ci vediamo alla prossima tappa!